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La detraibilità dell’IVA sui carburanti delle autovetture aziendali.

Stefano Failla 2 mesi ago
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L’IVA sulle auto detraibile al 40% è una deroga alla norma UE

Il sistema comune dell’Unione Europea sull’Imposta sul Valore Aggiunto stabilisce il diritto del soggetto passivo di detrarre l’IVA applicata sui beni e i servizi impiegati in operazioni soggette ad imposta. Tuttavia è anche stabilito che “sono assimilate a prestazioni di servizio a titolo oneroso … le prestazione di servizi a titolo gratuito effettuate dal soggetto passivo per il proprio uso privato o per l’uso del suo personale o, più generalmente, per fini estranei alla sua impresa”. La norma ha una logica corretta e ineccepibile: un soggetto IVA non può comprare un bene o un servizio, detrarre l’IVA sugli acquisti e poi utilizzare in tutto o in parte quel bene o quel servizio per fini personali, suoi o dei suoi dipendenti.

Il caso delle autovetture aziendali ricade proprio in questa fattispecie. Ragion per cui l’azienda che concede in uso una propria autovettura ad un dipendente dovrebbe versare la quota parte dell’IVA detratta sull’acquisto e sulle spese di funzionamento dell’autovettura.

Ma nella pratica la concreta misurazione dell’uso aziendale e personale delle autovetture non è certo agevole e potrebbe condurre a contestazioni e contenziosi con il Fisco. Per questo, già nel 2006 l’Italia ha chiesto l’autorizzazione ad introdurre misure di deroga a questa norma.

Come si legge nelle premesse della Decisione 2007/441/CE del Consiglio Europeo datata 18 giugno 2007, “l’uso privato dei veicoli è difficile da stabilire accuratamente e, anche quando ciò è possibile, il meccanismo necessario è spesso oneroso. In base alle misure richieste (dall’Italia), l’importo dell’IVA sulle spese ammissibili per la detrazione in relazione ai veicoli che non sono interamente utilizzati a fini professionali dovrebbe, con alcune eccezioni, essere fissato a un tasso forfettario. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, le autorità italiane ritengono che una percentuale del 40 % sia giustificabile. Al tempo stesso, per evitare la

doppia imposizione, l’obbligo di contabilizzare ai fini dell’IVA l’uso privato di un veicolo dovrebbe essere sospeso quando è soggetto a questa restrizione. Tali misure possono essere giustificate dall’esigenza di semplificare la procedura per l’imposizione dell’IVA e di evitare l’evasione mediante contabilizzazione scorretta.“

Quindi per l’Italia si applica una detrazione IVA a forfait pari al 40% che esonera i soggetti IVA dalla identificazione, misurazione e contabilizzazione dell’uso personale delle auto aziendali.

Queste misure in deroga alla norma generale sono state “limitate nel tempo per consentire una valutazione della loro efficacia e della percentuale appropriata, poiché la percentuale proposta si basa su osservazioni iniziali relative all’uso professionale“ ed attualmente la scadenza della deroga è stata prorogata sino al 31 dicembre 2019 (decisione di esecuzione del Consiglio UE n. 2016/1982 dell’8 novembre 2016).

Auto aziendali carbuanteA cosa si applica l’IVA detraibile al 40% in deroga

La detraibilità forfetaria dell’IVA che è stata concessa all’Italia si applica “a tutti i veicoli a motore — trattori agricoli o forestali esclusi — normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima autorizzata non supera 3 500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto”. Quindi rientrano nella deroga tutte le autovetture aziendali, che siano concesse in uso promiscuo ai dipendenti o meno.

Dal punto di vista delle spese a cui si applica la detraibilità al 40% dell’IVA, si tratta delle spese che “coprono l’acquisto del veicolo, compresi i contratti di … leasing o noleggio”, le spese di “modificazione, riparazione e manutenzione, nonché le spese relative a cessioni o prestazioni effettuate in relazione ai veicoli e al loro uso, compresi lubrificanti e carburante“.

Come è stato ricordato nella Risoluzione 6/2008 dall’Agenzia delle Entrate, questo regime di detraibilità forfetaria non è derogabile e “non è, dunque, consentito al contribuente adottare il diverso comportamento consistente nella detrazione integrale dell’imposta all’atto dell’acquisto dei beni e servizi in questione e nell’applicazione dell’IVA, sulla base del valore normale, per l’utilizzo privato dei medesimi”.

Quando l’IVA è detraibile al 100% salvo rettifiche

Le esclusioni dall’applicazione della deroga espressamente previste dalla norma sono relative ai casi in cui “il veicolo rientra in una delle seguenti categorie:

  • il veicolo rientra fra i beni strumentali del soggetto passivo nell’esercizio della sua attività,
  • il veicolo viene utilizzato come taxi,
  • il veicolo viene utilizzato a fini di formazione da una scuola guida,
  • il veicolo viene utilizzato per noleggio o leasing,
  • il veicolo viene utilizzato da rappresentanti di commercio.”

Per i veicoli appartenenti a queste categorie, l’IVA risulta quindi detraibile al 100% sia sulle spese di acquisto del veicolo che su quelle di utilizzo, come sono le spese per i carburanti.

Un caso particolare di “veicolo rientrante fra i beni strumentali” è quello dell’auto concessa in uso al dipendente dietro pagamento di corrispettivo. Nella Risoluzione 6/2008 dell’Agenzia delle Entrate si afferma infatti che “devono considerarsi utilizzati esclusivamente nell’esercizio

dell’impresa anche i veicoli stradali a motore acquistati dal datore di lavoro o acquisiti anche in base a contratti di noleggio o locazione, anche finanziaria, e successivamente messi a disposizione del personale dipendente a fronte di uno specifico corrispettivo”.

Se per l’uso privato dell’autovettura l’azienda addebita un corrispettivo, con emissione di fattura con rivalsa IVA, l’imposta applicata sugli acquisti è quindi integralmente detraibile.

I rifornimenti di carburante e l’applicazione dell’IVA

Sino a che si continuerà a documentare i rifornimenti con la scheda carburante, risulterà agevole impostare correttamente la contabilità IVA ed applicare la detrazione al 40% o al 100% a seconda dell’autovettura a cui è intestata la scheda carburante stessa.

Ma nel momento in cui la scheda carburante verrà abolita e per ogni rifornimento sarà necessaria una carta carburante e verrà emessa una fattura elettronica, diventa essenziale potere rilevare a quale autovettura si riferisce l’acquisto di carburante.

L’indicazione della targa dell’autovettura non è un dato obbligatorio nella fattura elettronica, per quanto l’Agenzia delle Entrate abbia fornito l’indicazione di inserire questa informazione opzionale tra gli altri dati gestionali presenti nel documento informatico emesso.

Per essere certi di disporre sempre di questa informazione, le aziende dovranno istruire i propri dipendenti su come trasmettere in amministrazione il dato sulla targa dell’auto.

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